Il codice civile li chiama “artifici e raggiri”, il mondo online “dark patterns” o modelli oscuri.

Il California Private Rights Act del 2020 definisce “Dark pattern” come “un’interfaccia utente progettata o manipolata con l’effetto sostanziale di sovvertire o compromettere l’autonomia, il processo decisionale o la scelta dell’utente“.

Liceità correttezza

IL CONCETTO

Coniato per la prima volta nel 2010 da Harry Brignull, ricercatore e progettista di interfacce statunitense, i “Dark patterns” sono elementi dell’interfaccia disegnati e combinati fra di loro per influenzare negativamente l’utente e le sue capacità decisionali online, con il fine di portarlo a compiere azioni non desiderate oppure di scoraggiarlo a prendere decisioni che potrebbero non essere gradite all’azienda.

I PATTERNS

I “modelli” in sè hanno un valore neutro, la loro incidenza positiva o negativa rispetto alla conformità alla legge, dipende dalle modalità di utilizzo. In origine, i modelli erano stati concepiti per favorire la trasparenza e consapevolezza dell’utente (i cosiddetti “privacy patterns”) come nel caso dei form online, laddove all’atto della digitazione dei dati da inserire, compariva anche l’indicazione dello scopo della raccolta.

L’uso di modelli pro-privacy è alla base del principio della protezione dei dati sin dalla progettazione o “data protection by design”, sancita all’articolo 25 del GDPR: essa costituisce uno dei principali obblighi del titolare del trattamento, attuativo del principio di accountability (artt. 5.2 e 24) e dell’obbligo di assicurare una sicurezza adeguata (art. 32).

ESEMPI

Brignull ha raccolto nel sito darkpatterns.org una serie di esempi di “modelli oscuri” a scopo divulgativo, di cui riportiamo alcune casistiche.

DOMANDE COL TRUCCO

Durante la compilazione di un modulo rispondi a una domanda che ti induce a dare una risposta che non intendevi. Quando la si guarda rapidamente, la domanda sembra chiedere una cosa, ma se letta attentamente essa si riferisce completamente ad un’altra cosa. Come nel caso di due caselle da selezionare:

non inviatemi dettagli su prodotti e offerte da xyz.com

inviatemi dettagli su prodotti e offerte di terze parti consigliate da xyz.com.

La combinazione positiva/negativa della formulazione delle due opzioni induce facilmente l’utente in errore, portandolo ad operare una scelta non del tutto consapevole.

INFILATI NEL CESTINO

Tenti di acquistare qualcosa, ma da qualche parte nel percorso di acquisto il sito inserisce un articolo aggiuntivo nel carrello, spesso tramite l’uso di un pulsante di opzione di esclusione o di una casella di controllo in una pagina precedente.

L’utente può essere portato a non accorgersi del prodotto aggiuntivo e perfezionare l’acquisto con esso incluso, anche se non voluto.

TRAPPOLA PER TOPI

Il design ti rende molto facile entrare in una determinata situazione, ma poi ti rende difficile uscirne (ad esempio, la sottoscrizione ad un abbonamento online che, per cancellare, l’unico modo è scaricare un modulo, stamparlo, compilarlo, e inviarlo via posta ordinaria).