Vi è un grande discutere in ambito nazionale e internazionale sull’uso della tecnologia in funzione anti-contagio da COVID-19. La tecnologia svolge una molteplicità di funzioni di supporto. Vi è quella a fini repressivi, al fine di verificare il rispetto delle limitazioni di movimento e il divieto di assembramento imposte dalla normativa di emergenza, ad esempio tramite droni, videosorveglianza con riconoscimento facciale, analisi dei tracciati dei cellulari. In parallelo, la tecnologia contribuisce a fini più solidaristici e aiuta a ricostruire i contatti avuti da soggetti contagiati o di prevenirli al fine di contenere la diffusione del virus, ad esempio tramite l’uso di app che adottano una varietà di modalità per perseguire altrettanti distinti obiettivi.

L’esperienza asiatica – con Singapore che fornisce ispirazione con la sua app Trace Together – offre esempi di applicazioni sul campo che, in molti casi, hanno contribuito ad una più agevole gestione della pandemia consentendo ai paesi che si sono avvalsi di diffuse soluzioni tecnologiche di uscire dall’emergenza più rapidamente e con minori danni. Il ricorso a queste soluzioni, tuttavia, può scontare un prezzo molto elevato in termini di limitazioni delle libertà individuali che, peraltro, potrebbe essere percepito come una “nuova normalità”, considerata l’assoluta priorità riconosciuta al bene della vita. L’Unione europea sta faticosamente tentando di conciliare i valori della vita e della salute pubblica e individuale con quelli degli altri diritti fondamentali della Carta di Nizza.

Sintesi

L’8 aprile 2020 la Commissione ha adottato una raccomandazione che istituisce un processo con gli Stati membri per lo sviluppo di un approccio europeo comune (“cassetta degli attrezzi”) all’uso di mezzi digitali che consentano ai cittadini di adottare misure di allontanamento sociale efficaci e mirate. Questo approccio comune sarà integrato da una guida della Commissione che specificherà i principi pertinenti in materia di privacy e protezione dei dati.

Nel documento “Joint European Roadmap towards lifting COVID-19 containment measures” (Tabella di marcia paneuropea per l’abolizione delle misure di contenimento COVID-19) viene sottolineato che «(l)a fiducia in queste applicazioni e il loro rispetto della privacy e della protezione dei dati sono fondamentali per il loro successo ed efficacia».

L’uso di tali applicazioni mobili – secondo il documento – dovrebbe essere volontario per le persone, in base al consenso degli utenti e nel pieno rispetto delle norme europee sulla privacy e sulla protezione dei dati personali.

Quando utilizzano le app di tracciamento, gli utenti dovrebbero mantenere il controllo dei propri dati e avvalersi di rigorosi requisiti di trasparenza.

La tracciabilità della stretta vicinanza tra dispositivi mobili dovrebbe essere consentita solo su base anonima e aggregata, senza tracciamento dei cittadini e senza divulgare ad altri utenti i nomi di eventuali persone infette.

Le applicazioni mobili di tracciabilità e avvertenza dovrebbero essere disattivate non appena la crisi COVID-19 è terminata e tutti i dati rimanenti cancellati.