210 milioni di brasiliani si aggiungono alle centinaia di milioni che sul globo sono già tutelati da una legge sui dati personali.

Legge privacy in Brasile

Promulgata nel 2018 sarebbe dovuta entrare in vigore dopo 18 mesi, ma ha subito proroghe. Ieri (26/8) il Senato ha respinto l’ultimo emendamento per farla slittare a fine 2020. I colleghi brasiliani ironizzano sulla saga brasileira ma, in questo campo, nessuno può ritenersi di esempio: la direttiva 95/46 impiegò 5 anni per venire alla luce non senza contrasti e la legge italiana del ’96, necessitò di oltre 13 modifiche per adottarla correttamente, il GDPR di oggi ha impiegato 4 anni di accese discussioni prima di essere promulgato e il prossimo regolamento ePrivacy? Chissà…

Peraltro, non occorre dimenticare che il Brasile è stato uno dei pochi paesi a dare seguito normativo alla teoria Rodotiana dell’Habeas Data con il Marco Civil contenente principi, garanzie, diritti e obblighi per l’impiego di Internet in Brasile.

Allora, il Brasile sarà prossimo candidato per l’inserimento nella white list dei paesi a protezione adeguata? E’ presto per dirlo; la legge dovrà passare allo scrutinio della Commissione UE che la valuterà rispetto allo standard dell’Unione; si può solo dire che con il decreto presidenziale del 26/8/2020 sull’Autorità Nazionale di Protezione dei Dati (ANPD) si è fatto un ulteriore passo avanti verso una presumibile dichiarazione di adeguatezza del regime giuridico brasiliano sulla protezione dei dati personali.