Skip to content

Accesso “privacy” come potere di controllo

I bollettini di House of Data Imperiali sono degli estratti delle Puntate del Servizio di Informazione Giuridica (SIG), a cura dell’Avv. Rosario Imperiali d’Afflitto.

Il SIG è fruibile tramite abbonamento.

Accesso “privacy” come potere di controllo

Sempre più il legislatore, sia sovranazionale che locale, riconosce un diritto di accesso al singolo a informazioni detenute da terzi che in qualche modo lo riguardano oppure che sono funzionali all’esercizio di diritti che gli vengono riconosciuti dall’ordinamento.

Non fa eccezione il GDPR che attribuisce al diritto di accesso particolare rilevanza all’interno del bouquet di diritti dell’interessato.

I diritti di accesso

I diritti di accesso possono essere generalizzati – cioè incondizionati, come l’accesso pubblico – oppure sottoposti a condizioni soggettive specifiche, come l’accesso ai documenti amministrativi o l’accesso GDPR. Si registrano, poi, accessi regolati in settori specifici, come quelli ai documenti bancari o ai contratti assicurativi.

Accesso agli atti assicurativi

La legislazione italiana, tramite il codice delle assicurazioni private (art. 146), prevede un diritto di accesso agli atti (assicurativi) a carico delle imprese di assicurazione che esercitano l’assicurazione sulla responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, in favore di contraenti e danneggiati, «a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano». Lo stesso articolo distingue questa tipologia di accesso da quello ai singoli dati personali disciplinato dal codice privacy e, ora, dal GDPR.

Questo accesso agli atti assicurativi è limitato a un ambito soggettivo e oggettivo: può essere vantato da “contraenti” e “danneggiati” sottintendendo la sussistenza di un interesse effettivo e personale che li ponga in relazione all’atto del quale si richiede l’ostensione e sembra limitare l’ambito dell’ostensibilità ai soli atti conclusivi dei procedimenti (di valutazione, constatazione e liquidazione danni).

Accesso ai dati bancari

Il Testo Unico Bancario (art. 119, comma 4) riconosce il diritto del correntista di richiedere alla Banca la documentazione dei propri rapporti bancari. Recita l’art. 119.4:

«4. Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione.». Questo diritto, pertanto, è riconosciuto solo a coloro che hanno un rapporto contrattuale con la banca e riguarda la «documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni».

Accesso agli atti amministrativi

L’accesso ai documenti amministrativi è stato introdotto dalla legge 241/1990 e dal successivo regolamento (DPR 184/2006) per attuare la norma dell’art. 97 della Costituzione in tema di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Una Pubblica Amministrazione che non consentisse al cittadino di conoscere i documenti che lo riguardano è percepita come poco trasparente e intrisa di burocrazia. L’accesso ai documenti amministrativi è concesso, per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti a chiunque vi abbia interesse personale, concreto e attuale (art. 22, l. n. 241/1990). Questo interesse concerne una situazione tutelata giuridicamente e collegata al documento richiesto.

Il richiedente ha diritto di richiedere visione e di estrarre copia del documento; la normativa sulla protezione dei dati personali non è di ostacolo all’accesso ai documenti amministrativi ma il rapporto tra le due discipline va adeguatamente bilanciato. La risposta all’accesso va fornita entro 30 giorni dalla richiesta, in mancanza essa si intende respinta.

Accesso pubblico

Nelle democrazie occidentali vige il diritto di free of information che riconosce un diritto generalizzato a ciascuno di richiedere e ottenere copia di documenti detenuti dalla pubblica amministrazione. In tal senso, ad esempio in Italia, il legislatore ha introdotto l’accesso civico (Dlgs. 33/2013) in base la quale, per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e per promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, senza necessità di requisiti soggettivi o motivazione alcuna.

Secondo la legge italiana, l’accesso civico viene suddiviso in

  • semplice” relativo a documenti con obbligo di pubblicazione non soddisfatto
  • generalizzato” riferito a documenti per i quali non è previsto l’obbligo di pubblicazione.

La risposta va rilasciata entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Continua..

Per continuare a leggere questo articolo devi essere abbonato al Servizio di Informazione Giuridica.

Sei già abbonato?