I bollettini di House of Data Imperiali sono degli estratti delle Puntate del servizio Dati in Primo Piano (DPP), a cura dell’Avv. Rosario Imperiali d’Afflitto.

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AGCM contro il consenso obbligatorio nella app per l’accesso ai dati di utilizzo dello smartphone

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), quale autorità competente per la disciplina del consumo, ha emesso il provvedimento n. 31566 del 20 maggio 2025 che riguarda il comportamento del Professionista che ha richiesto agli utenti di autorizzare l’accesso ai dati del proprio smartphone per utilizzare le App Banco Posta e PostePay su Android. In caso contrario, l’uso delle app sarebbe stato bloccato.

L’AGCM ha considerato questa condotta, che ha interessato milioni di consumatori, contraria alla diligenza professionale e aggressiva, violando il Codice del consumo e ha sanzionato Poste Italiane per 4 milioni di Euro.

Contesto e Oggetto del Provvedimento

Il provvedimento n. 31566 del 20 maggio 2025 dell’AGCM ha sanzionato Poste Italiane S.p.A. per una pratica commerciale scorretta.

Si è conclusa, in tal modo, un’istruttoria cominciata ad aprile 2024, a seguito della denuncia di alcuni utenti delle app BancoPosta e PostePay su dispositivi Android che hanno iniziato a ricevere un messaggio che presentava come obbligatoria l’autorizzazione all’accesso ai “dati di utilizzo” del loro smartphone. Questi dati includevano informazioni come le app installate e usate, la frequenza d’uso, l’operatore telefonico e la lingua del dispositivo. La giustificazione fornita da Poste Italiane era la prevenzione di potenziali frodi.

Se un utente non avesse fornito tale autorizzazione, l’accesso all’app sarebbe stato limitato a un numero predefinito di volte (inizialmente 3, poi 5) e successivamente bloccato.

Impatto e Reazioni

La pratica ha interessato un numero elevato di utenti: al 30 settembre 2024, oltre 10 milioni di app erano coinvolte nella richiesta. Nel periodo tra il 1° maggio e il 30 settembre 2024, un numero compreso tra 100.000 e 200.000 app sono state bloccate a causa della mancata autorizzazione.

Circa 5-10 milioni di utenti hanno fornito il proprio consenso all’accesso ai dati.

Continua…

 

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