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Registro Pubblico delle Opposizioni – 2

I bollettini di House of Data Imperiali sono degli estratti delle Puntate del Servizio di Informazione Giuridica (SIG), a cura dell’Avv. Rosario Imperiali d’Afflitto.

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Registro Pubblico delle Opposizioni – 2

Riprendiamo l’analisi della riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni, completata con la pubblicazione in Gazzetta del regolamento attuativo (DPR n. 26/2022), sostitutivo del precedente DPR n. 178/2010. Nel frattempo, il Ministero dello sviluppo economico ha avviato la consultazione pubblica dei principali operatori, dal 5 aprile al 6 maggio 2022, per «condividere le principali funzionalità a disposizione degli operatori e riceverne eventuali osservazioni, oltre a raccogliere i dati utili alla realizzazione del nuovo RPO». 

Entro il 27 luglio 2022 è prevista l’emanazione del regolamento tecnico da parte del Ministero e, con questo ultimo atto, la riforma sarà pienamente operativa.

Il bollettino precedente è del 7 aprile 2022.

 

RPO_Come funziona_riforma
Principali aspetti della riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni.

Consultazione del Registro

L’operatore ha l’obbligo di effettuare periodiche consultazioni del RPO con cadenza almeno mensile e, in ogni caso, prima del lancio della campagna pubblicitaria (art. 1, comma 12, l.n. 5/2018).

Anche in questo caso la lettura della disposizione sotto il profilo operativo evidenzia che l’obbligo di consultazione periodica prescinde dalla volontà dell’operatore di effettuare una precisa campagna pubblicitaria o un sondaggio.

Considerato l’onere atteso per questa attività, il legislatore si è fatto carico di rendere meno costosa la consultazione periodica dando mandato al Ministero dello sviluppo economico di individuare criteri per l’aggiornamento delle tariffe e l’adozione di modelli tariffari agevolati anche in virtù dell’adozione di tecnologie avanzate (art. 1, comma 12).

 

Revoca anche parziale dell’opposizione

Ulteriore rilevante innovazione riguarda il diritto dell’interessato di «revocare, anche per periodi di tempo definiti, la propria opposizione nei confronti di uno o più» “operatori”, cioè di quei titolari che utilizzano le utenze telefoniche a fini di direct marketing, sondaggi d’opinione o comunicazioni commerciali (art. 1, comma 4). Ciò comporta che il confronto della lista dati dell’operatore con la banca dati del RPO non si limita a verificare la presenza della/e utenza/e nel RPO ai fini della loro esclusione dal successivo contatto, ma vaglia anche se, per l’utenza che sia presente nel RPO e che si intende contattare, sussista una specifica revoca che legittimi il contatto.

A regime, pertanto, possono verificarsi le seguenti ipotesi:

  1. l’utenza telefonica non risulta iscritta nel RPO ma è presente sull’elenco telefonico pubblico, per cui  la si potrà contattare a meno che l’operatore titolare abbia ricevuto una specifica opposizione da parte dell’interessato ai sensi dell’art. 21.2 del GDPR
  2. l’utenza telefonica non risulta iscritta nel RPO e non è presente sull’elenco telefonico pubblico, per cui la si potrà contattare solo se l’operatore titolare abbia ricevuto uno specifico consenso da parte dell’interessato ai sensi dell’art. 130 del codice privacy
  3. l’utenza telefonica risulta iscritta nel RPO, senza alcuna revoca dell’opposizione, nel qual caso l’operatore titolare è tenuto a cancellarla dalla lista dei contatti oggetto della campagna che andrà ad effettuare (salva l’eccezione prevista per i rapporti contrattuali in corso)
  4. l’utenza telefonica risulta iscritta nel RPO ma con specifica revoca dell’opposizione in favore dell’operatore che consulta il RPO per l’aggiornamento della propria lista di contatti; in questa ipotesi, se la finestra temporale della revoca lo consente, l’operatore potrà ugualmente contattare il soggetto cui si riferisce l’utenza in questione.

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